
Posted by montini Mobilitazione di solidarietà con gli sgomberati delle baraccopoli di Corso dei Martiri della Libertà SOLIDARIETA’ CON GLI SGOMBERATI L’11 novembre, alle 6 del mattino, gli immigrati che stavano nelle baraccopoli di Corso dei Martiri della Libertà sono stati svegliati dalla polizia e dalle ruspe mandate dal Comune di Catania. Infine, verso la mezzanotte è iniziato il viaggio verso la vera destinazione di questi immigrati: i Centri di Permanenza Temporanea di Caltanissetta (per gli uomini) e di Ragusa (per le donne), veri e propri lager dove si vive in condizioni disumane. La soluzione per un problema del genere sono strutture adatte all’accoglienza, che permettano una vita dignitosa, ma soprattutto lo smantellamento dello stato di sfruttamento del lavoro difeso e garantito dai nostri politici. Lavoro nero, caporalato e precariato sono i veri responsabili di tutta questa miseria. Invece, la giunta comunale ha risposto con la violenza, con la repressione, chiudendo gli occhi di fronte alle vere problematiche, e esultando per questa operazione di "pulizia" e "legalità" garantita dalla Legge Bossi-Fini. Noi non vogliamo che questo ennesimo atto di violenza repressiva passi sotto silenzio. Ieri venivano manganellati gli occupanti delle case, oggi vengono rase al suolo e distrutte le baracche e tutti gli averi degli immigrati…domani toccherà agli studenti, ai lavoratori e chissà a chi altri ancora se non ci mobilitiamo contro chi si arricchisce sulla nostra miseria e calpesta i nostri diritti CORTEO VENERDI’ 18 NOVEMBRE ORE 18:00 Attac, Centro Iqbal Masih, Centro Popolare Occupato Experia, Rete Antirazzista Catanese, Giovani Comunisti, Collettivo Spedalieri, Collettivo autonomo Studentesco, Collettivo Autonomo Universitario, Lavoro e società (Area Programmatica CGIL), Prc, Ronda della Solidarietà, Open Mind GLBT, AMR Progetto Comunista in Sicilia (sin. PRC)
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on 17/11/2005, 12:05:49
DIRITTO ALLA CASA PER TUTTI
Non è stato permesso loro di prendere niente di quel poco che avevano: soldi, documenti, stufe, frigoriferi, tutto è andato distrutto insieme alle baracche.
In seguito sono stati deportati in una palestra abbandonata, in aperta campagna a Librino: uomini, donne e bambini ammassati per terra come animali. Ad un avvocato e ad un deputato regionale che avevano chiesto di entrare in quella galera improvvisata per verificare le condizioni delle persone presenti è stato risposto con un secco rifiuto.
Il Signor Umberto Scapagnini ha imparato la lezione dal Signor Sergio Cofferati: i problemi sociali a Catania come a Bologna si affrontano con le ruspe e con i manganelli.
Intendiamoci, non difendiamo la baraccopoli: nessuno dovrebbe essere costretto a vivere in quello stato, ma qua si parla di costrizione vera e propria. Gli immigrati che vivevano nelle baracche erano lavoratori, gente che si spacca la schiena nei cantieri e nelle campagne del catanese per pochi euro a giornata. Se stavano nelle baracche è perché si sono visti negare più volte l’affitto di una casa vera o perché non arrivavano proprio a pagare un qualsiasi affitto.
Il copione non cambia, è lo stesso di qualche mese fa quando venivano usati i manganelli contro chi aveva occupato le case a Librino, quella volta contro lavoratori, disoccupati, proletari catanesi.
Gli immigrati sono i soggetti più deboli, perciò vengono colpiti con più violenza:
per loro ci sono lavori sottopagati e sfruttamento neoschiavista, espulsioni e carceri su misura. Mobilitiamoci al loro fianco in vista del corteo nazionale a Roma per la “libertà e i diritti dei migranti” del 3 dicembre.
CONCENTRAMENTO di FRONTE ALL’EX BARACCOPOLI (Corso dei Martiri Della Libertà)8
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