
Posted by montini Nel campo dei flussi migratori degli ultimi anni PATRIA
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on 18/3/2006, 23:05:27, in reply to "Per una ALTERNATIVA SOCIALE"
Scuola ed Educazione
- Affermiamo il ruolo della scuola come formatrice di cittadini e patrioti e non di lavoratori specializzati.
- La scuola, in tutti i suoi livelli, è il secondo momento formativo della persona complementare e sussidiario alla famiglia.
- Noi invochiamo il ritorno all’impostazione Gentiliana della scuola , con i dovuti ammodernamenti dei programmi. Un’impostazione quindi mirata alla formazione dell’uomo nella sua integralità.
- Noi affermiamo la necessità dell’insegnamento del Latino e della filosofia così come della Storia Patria fin dalle prime classi, percorso formativo, questo, capace di fornire ad ogni uomo gli strumenti per renderlo capace di porsi efficacemente di fronte ai propri doveri.
- Noi siamo convinti che la ricchezza ed il valore di un popolo consistano anche nel suo grado di SAPERE e di SAPER FARE. Noi non vogliamo che il patrimonio di conoscenze tecniche e scientifiche del popolo italiano si disperda nel mare magnum della globalizzazione. Riteniamo invece che questo patrimonio vada salvaguardato ed arricchito attraverso il concorso unanime di Università e Corporazioni come sintesi di luoghi e talenti atti allo sviluppo di Istituti di Ricerca liberi da speculazioni mirate esclusivamente al puro profitto economico di privati.
- Noi affermiamo quindi che la DIFESA, la TUTELA e il SOSTEGNO della SCUOLA e della RICERCA sono il secondo impegno dell’attività legislativa dello Stato e dell’attenzione dell’intero corpo sociale.
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Nel campo del lavoro
- Affermiamo come Dovere e Diritto di ogni donna e di ogni uomo CONCORRERE ALLO SVILUPPO SPIRITUALE E MATERIALE DELLA NAZIONE.
- Riconosciamo come lavorativa ed economica ogni attività che sappia concorrere al BENE DELLA COMUNITA’.
- Chiediamo il BLOCCO immediato delle SCIAGURATE PRIVATIZZAZIONI delle industrie e dei settori strategici, come dei beni naturali ed artistici della nazione.
- Esigiamo la Difesa del lavoro e dell’economia nazionale.
- Pretendiamo la nazionalizzazione delle risorse, delle imprese e delle attività produttive ed infrastrutturali strategiche e vitali per l’indipendenza ed il futuro della nazione.
- Invochiamo l’affermazione di un’indipendenza produttiva, industriale, infrastrutturale ed energetica con la certezza che questa dovrà essere necessariamente europea.
- Proponiamo la socializzazione delle attività nazionalizzate.
- Auspichiamo, in quanto veri europei, l’abolizione totale del trattato di Maastricht e l’immediata abolizione dell’euro come moneta nazionale.
- Prepariamo la costruzione di una politica estera e la nazionalizzazione della B.C.E. su base europea.
- Vogliamo l’emissione immediata di una MONETA DI POPOLO che sia libera dall’ usura internazionale delle banche, che non sia gravata dal debito di prestito e che fondi la propria forza sulla fiducia del popolo italiano e sulla sua immensa sua capacità produttiva e laboriosità.
- Dichiariamo l’immediata costituzione delle Corporazioni dei Lavoratori per la ricostruzione di un’economia che opponga alla contrapposizione sindacato/padronato l’armoniosa collaborazione tra le forze produttive del Paese.
Noi affermiamo che il cosiddetto “problema migratorio” non è un fenomeno nè naturale né ineluttabile, ma è un fatto reversibile poiché frutto delle scelte e dell’operato delle centrali mondialiste.
Noi crediamo che ogni popolo ha la sua terra ed ogni terra ha il proprio popolo.
Ci opponiamo quindi a qualsiasi tentativo relativistico di creare una società multi-razziale, poli-etnica, pluri-culturale che ha come solo fine e scopo quello dello sradicamento e dell’annientamento dei popoli tutti.
Noi denunciamo come gli attuali flussi migratori siano lo strumento privilegiato di lobby finanziarie, massoneria internazionale e circoli di potere, per distruggere le nazioni della terra e tra queste prime fra tutte quelle europee, al fine di creare un nuovo tipo umano strumentale e confacente alle logiche del potere mondialista e globalizzatore.
Invochiamo quindi:
- Il Blocco immediato dell’immigrazione.
- Un’ intervento diretto dell’Italia e delle Nazioni europee nei Paesi del terzo mondo che si affranchi dall’usuale intervento finanziario e si costituisca in vere e concrete attività industriali e formative finalizzate alla costruzione dell’ autosufficienza produttiva e di un mercato interno di quegli stessi Paesi.
- L’agevolazione del flusso migratorio di ritorno per i figli degli antichi migranti italiani che dal sud america come da tutto il resto del mondo vogliano rientrare nella loro patria di origine.
La Patria a cui noi tendiamo è la comunità organica e di destino del popolo italiano, consapevole della propria tradizione e missione storica, caratterizzata dal proprio patrimonio fisico e spirituale nonché dai propri contenuti storici e morali.
Crediamo che la comunità di destino del nostro popolo incontri quello delle altre nazioni europee nella costituzione di una Patria Europea più grande.
Noi aspiriamo alla fondazione di un blocco europeo che si liberi dal giogo di schiavitù economica e di sudditanza morale oggi imposta dalle lobby finanziare americane e dai centri di potere sionisti, escludendone fin d’ora e definitivamente la Turchia ed Israele, appartenenti a mondi che coi nostri presupposti civili greco-romani e cristiani non hanno mai avuto niente da spartire se non profonda diffidenza e ostilità.
Auspichiamo quindi una Grande Europa che guardi con accorta diffidenza la Gran Bretagna, da gran tempo docile e servile strumento degli Stati Uniti d’America, e con fraterna attesa la Russia che nella sua politica attuale mostra una grande volontà di indipendenza e la riscoperta totale delle proprie radici europee e cristiane.
L’Europa d’oggi è da gran tempo, nella sua parte occidentale e centrale, la prima potenza economica del mondo, superando gli Stati Uniti d’America in persistente regressione: insieme alla Russia, essa può costituire un blocco capace di dare esempio e, ove occorra, sostegno a tutti i popoli della terra, cancellando l’odioso spirito speculativo delle plutocrazie anglosassoni.
Che l’Europa ritrovi oggi una sua potenza militare - affrancata dalla N.A.T.O. e DALL’OCCUPAZIONE MILITARE STATUNITENSE - rapportabile alla sua potenza economica, organizzi un suo grande mercato che si integri, a parità d’intesa, con le Nazioni Arabe, e che guardi all’Africa ed alle sue genti affamate come un mondo da salvare. Questo il destino dei popoli europei.
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