
Posted by montini
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on 10/7/2006, 11:52:02, in reply to "Manifesto Politico FN -prima parte"
IL DRAMMA DELLE INVASIONI E LA DIFESA DELLA PATRIA
Un pericolo enorme e urgente è quello della immigrazione extraeuropea su larga scala. Questa immigrazione in gran parte, ma non solo, islamica costituisce ormai una vera e propria invasione di massa, uno tsunami demografico, che però gli italiani, cosi come molti altri europei, percepiscono quasi esclusivamente quando vengono colpiti direttamente (nell’assegnazione delle case popolari, nella ricerca di un posto di lavoro, nella sicurezza del proprio quartiere ridotto a terra di nessuno dalla criminalità straniera, ecc) o al massimo, in modo parziale e settoriale, vale a dire a livello di stabilità sociale, di sicurezza, di violazione della legalità, oppure a livello di minaccia per l’integrità etnica e culturale o ancora per quella della fede religiosa, ecc. Solo Forza Nuova ha una precisa visione organica dell’insieme che collega e riassume in se tutti gli aspetti della minaccia e al tempo stesso una proposta che costituisce l’unica soluzione per la sopravvivenza del nostro popolo: il rimpatrio, umano certo, ma rapido e totale, di tutti gli extraeuropei, legali e illegali, islamici e non, integralisti e moderati. Dobbiamo inoltre ribadire che, se si vede la questione da un punto di vista della sopravvivenza e del destino della nostra nazione, la discriminante tra immigrati non può essere quella tra “regolari” e “clandestini” e neppure quella tra “chi lavora” e “chi non fa niente” perché la prima è una distinzione burocratica e amministrativa mutevole nel tempo e dipendente dalla classe politica di governo che può concedere o revocare le regolarizzazioni mentre la seconda esiste anche tra gli stessi italiani ed è esclusivamente utilitaristica in senso bassamente liberale. La vera discriminante è solo tra gli immigrati che possono essere integrati nel nostro popolo senza snaturarlo in senso etnico, religioso o culturale e quelli che, indipendentemente dalle loro intenzioni soggettive, compromettono il futuro del popolo italiano. I figli di europei cristiani che crescono in Italia possono diventare veri italiani (sempre che vogliano sinceramente esserlo) e lo stesso, a maggior ragione, vale per stranieri di origine italiana. Ben diverso è il caso degli extraeuropei, soprattutto, ma non solo, quelli di religione islamica o comunque non cristiana che, come insegna la storia, tendono a scontrarsi con gli europei in modo collettivamente istintivo cioè, ribadiamo, in modo indipendente dalla propria volontà soggettiva e momentanea. Del resto altrettanto collettiva e istintiva è stata nei millenni la reazione degli italiani. Le grandi intrusioni di popoli extraeuropei sono state alla fine sempre respinte dall’Italia (pensiamo a Cartaginesi, arabi e turchi lungo le nostre coste) mentre quelle di altri europei come Goti e Longobardi, sono state alla fine assorbite e assimilate (seppure dopo fasi di transizione dolorose e anche questo deve far riflettere).
Il nuovo regime capitalcomunista non potrà che esasperare ulteriormente l’invasione, aprendo ancora di più le frontiere, dando agli invasori spazi sociali, case e lavoro a scapito degli italiani, il diritto di voto, lo spazio per le moschee, ecc. La drammaticità della situazione non permette tentennamenti e indecisioni registrati nel passato in certi ambienti “di destra” imborghesiti o malati di intellettualismo astratto. Forza Nuova si deve inserire in tutti i frangenti di crisi generati dall’invasione in atto, difendendo il diritto alla casa e al lavoro degli italiani, la loro tradizione culturale e religiosa, le loro città e quartieri. In altri termini, FN si pone a difesa della Patria e dei suoi confini naturali. Confini intesi non come sterile puntiglio irredentistico patriottardo da sciovinismo ottocentesco, ma piuttosto come limiti di sicurezza della sfera vitale del nostro popolo aggredito da molteplici direzioni. Difesa della Patria significa oggi anche opporsi all’invasione economica dei prodotti cinesi (sfornati da un sistema che applica ormai da molti anni il capitalcomunismo schiavistico più spietato) che minacciano l’ economia italiana a tutti i livelli. Ma alla stessa stregua, significa anche opporsi, per fare altri esempi, all’invasione dei prodotti alimentari nordafricani e a quella dei capi d’abbigliamento prodotti da multinazionali spietate e arroganti che sfruttano il lavoro schiavistico o semischiavistico del terzo mondo.
E ancora, la politica forzanovista di difesa della Patria implica l’opposizione contro il rullo compressore mediatico cosmopolita e contro le sette di ogni tendenza e provenienza che minacciano la cultura italiana. Il proliferare di logge e sette, in particolare, è insieme sintomo e fattore di accelerazione del processo di disgregazione del nostro tessuto nazionale. Si inserisce in questo contesto la difesa della identità cattolica, vera anima viva della nostra cultura, trincea di difesa contro tutte le tendenze disgregatrici dello spirito, siano esse “americane”, orientaleggianti o esoterico-massoniche. D’altra parte certe tendenze iperecumeniche di una parte del clero rappresentano un ulteriore fattore disgregante della nostra cultura nazionale, una sorta di cavallo di Troia. Se il ripristino del Concordato stipulato in tempi di solidarietà e ordine nazionali resta un punto di riferimento imprescindibile a lunga scadenza, questo, dovendo per definizione essere stipulato da due parti , Stato e Chiesa, implica oggi non una ma almeno due rivoluzioni in senso positivo: appunto, una nello Stato e una nella Chiesa e non potrà realizzarsi a pieno in mancanza di tali presupposti. Naturalmente, non possiamo attendere questa doppia rivoluzione per difendere la nostra identità di nazione cristiana cattolica. La nostra azione sul piano sacrale e religioso deve svilupparsi in tutta la sua ampiezza, con o senza l’assenso di gerarchie spesso confuse. Il nostro obiettivo in campo religioso è quello di ridare Dio all’Italia e l’Italia a Dio, piaccia o non piaccia a certi “cattolici”
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