
Posted by montini
![]()

![]()
on 10/7/2006, 11:54:45, in reply to "Manifesto Politico FN - seconda parte"
LO STATO
L’attuale concezione dello Stato è ormai bassamente burocratica e materialista, priva di vere prospettive superiori. E’ sintomatico che la semplice citazione di “Dio”, in politica, scateni spesso reazioni negative in nome del “laicismo” e che oggi, il dibattito sulla struttura statale non vada oltre quello tra i propugnatori del centralismo e i fautori del decentramento regionalistico. Questa mancanza di una vera Missione superiore porta lo Stato moderno a prestare attenzione solo ai problemi materiali e a breve scadenza ai quali si oppongono misure limitate e palliativi, mentre i grandi problemi storici e decisivi che minacciano i destini di un Popolo (la denatalità, l’insufficienza energetica, la devastazione ambientale, la decadenza spirituale e morale, la perdita dell’identità nazionale, la servitù monetaria con il relativo, crescente debito pubblico conseguente) restano puntualmente insoluti e si aggravano. Un’altra caratteristica di questo Stato è quella di essere repressivo coi cittadini comuni e la famiglie, sottoposti a pressione fiscale crescente e a leggi politiche liberticide ma servizievole con la unione “europea”, i potentati finanziari, l’imperialismo americano, ai quali si sacrifica sempre più la sovranità nazionale. Forte con i deboli e debole con i forti.
Nella concezione forzanovista, invece, lo Stato è qualcosa di più della semplice somma dei cittadini che al momento lo compongono e deve incarnare gli interessi e la missione storica del popolo non solo nel presente ma anche e soprattutto nel futuro, partendo dalle radici della Stirpe che affondano nel passato: nella tradizione europea, nella filosofia greca, nella concezione politica romana, nella Fede cristiana. Lo Stato, seppur composto da uomini, non è un’istituzione esclusivamente umana. Non è un mistero che, a partire dalle prime grandi Civiltà fino alla rivoluzione francese e spesso anche oltre, lo Stato era generalmente considerato come di origine superiore, di “diritto divino”, una istituzione che doveva tutelare gli interessi e i destini storici del popolo. In altri termini, lo Stato è qualcosa di più di una semplice istituzione deputata alla gestione della cosa pubblica. Lo Stato è qualcosa di qualitativamente superiore e necessario, in quanto risponde alle esigenze derivanti dalla natura sociale dell’uomo. Lo Stato è l’organizzazione politica della società, l’istituzione chiamata a garantire la vita ordinata del consorzio civile. Di più, lo Stato è l’istituzione che deve ordinare al fine la vita del consorzio civile. Un fine che non è solo terreno (la salvaguardia dell’integrità fisica e morale del popolo, l’amministrazione della giustizia, l’armonia e la collaborazione tra le categorie sociali e produttive, la difesa e la promozione degli interessi nazionali, la repressione della criminalità, la garanzia di condizioni di vita dignitose per il popolo, ecc.) ma è anche celeste, avendo in vista il destino di eternità riservato agli uomini. Visto così, il ruolo dello Stato assume una dimensione anche sacrale, che lo porta necessariamente ad agire accanto alla Chiesa avendo entrambe le istituzioni in vista il bene dell’uomo considerato sia sotto l’aspetto naturale sia sotto l’aspetto soprannaturale. Un’azione concorde, dunque, quella che Chiesa e Stato sono chiamati a condurre, un’azione che nella distinzione ben netta dei ruoli e delle competenze, persegue lo stesso fine: il bene comune degli uomini e delle famiglie che compongono la comunità nazionale. E’ chiaro che, in questa ottica, la corruzione, l’omissione dei propri doveri, la devastazione ambientale, il favorire la denatalità, l’indebitamento pubblico, la mano libera lasciata ai “poteri forti” e a pochi “privati” a scapito dell’intera comunità e del suo futuro vengono a configurarsi non come semplici “errori” ma veri e propri atti di alto tradimento da trattare come tali.
Naturalmente, questa istituzione statale può strutturarsi in mille modi diversi, adattandosi a varie esigenze che variano nel tempo e nello spazio. Senza la pretesa di esaurire la concezione forzanovista dello Stato ci limitiamo qui a sottolineare alcuni concetti urgenti e fondamentali:
--Sovranità nazionale. Lo Stato ha il dovere di tutelarla contro i poteri forti e le organizzazioni mondialiste,
--Sovranità energetica, senza la quale il futuro di un popolo è in balia dei ricatti internazionali.
--Sovranità monetaria realizzata dalla Moneta di Popolo senza indebitarsi con le grandi banche di emissione che applicano oggi la pratica dell’usura a popoli e stati. La moneta non deve essere di proprietà della banca di emissione che la richiede con tanto di interessi allo stato (il quale, a sua volta, per pagare deve aumentare vertiginosamente le tasse) ma deve essere proprietà della gente che la usa dandole valore reale, senza creare inflazione e debito pubblico.
--Sviluppo sostenibile inteso come progresso che rispetta gli equilibri naturali del nostro ambiente tenendo presente le esigenze di vita e di attività dei nostri discendenti.
--Struttura corporativa. Lo Stato deve essere composto da corpi sociali intermedi (famiglia, comunità locali, categorie e professioni del mondo del lavoro).
--Diritto alla Proprietà. Se il marxismo tenta di cancellare la proprietà, il liberalismo ha esasperato il “diritto della proprietà” lasciandole totale libertà, compresa quella di distruggere o fagocitare la proprietà degli altri. Nella pratica, vedersi espropriare dallo stato o da un altro privato più forte o da una banca non fa differenza. Il risultato resta comunque la rovina della piccola e media proprietà, vale a dire della parte più attiva del nostro popolo. A tutto questo opponiamo “il Diritto ALLA Proprietà” vale a dire la massima diffusione possibile della proprietà a vantaggio dei singoli e delle famiglie, sia pure nel contesto della solidarietà nazionale che mette l’interesse della comunità al di sopra degli interessi egoistici, soprattutto di quelli transnazionali.
Ovviamente, uno Stato radicalmente diverso da quello attuale richiede una diversa Costituzione nella quale si fissano i Valori fondamentali e i limiti entro i quali si potrà svolgere la dinamica politica e sociale. Chiaramente, in questa Costituzione dovranno essere fissati, fra gli altri, alcuni elementi per definizione immodificabili da qualsivoglia procedimento giuridico quali la difesa della Vita umana innocente, senza eccezioni, la tutela della istituzione della Famiglia naturale, l’adozione del cattolicesimo come religione di Stato, l’indissolubilità della nostra nazione e la preservazione del suo carattere cattolico, europeo e romano, la sua missione storica di irradiare la Civiltà di Roma nel mondo.17
Responses: