
Posted by Montiscuculi
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on 12/9/2006, 22:40:19, in reply to "«Un forza per essere vincente deve essere organizzata»... "
ottimo questo passaggio:
Il primo vede i movimenti come protagonisti e garanti. Va formata una commissione, composta dai rappresentanti dei movimenti e presieduta da un personaggio che gode dell’unanime stima da parte delle segreterie, incaricata di dettare un’agenda e redigere una base programmatica affinché si possa approdare, entro un tempo ragionevole, ad un congresso unitario chiamato a sancire la nascita di un nuovo Partito. Non dalle ceneri dei Movimenti quindi, ma dal loro contributo. I movimenti in questo sono chiamati a continuare a vivere, a stimolare il dibattito, e esser garanti di un percorso politico limpido e radicale.
Secondo percorso. Questo invece vede come protagonisti la “base” e la società civile. Far nascere comitati cittadini, collegati tra di loro, che a tappe spianino collegialmente la strada per arrivare ad un Partito. Ovviamente seguendo questo percorso il peso dei movimenti e le singole esperienze personali, non servirebbero a garantire alcun privilegio e nessun altro diritto di prelazione, atto a glorificare un qualsivoglia passato. Questo percorso premierebbe la dialettica, l’intelligenza e il sudore della fronte: meritocrazia. Sarebbe un progetto genuino perché proveniente dal “popolo”, e sarebbe un progetto serio perché ognuno sarebbe chiamato a mettersi in discussione e a professionalizzare la propria prassi politica.
Entrambi i percorsi hanno lo stesso identico valore politico. Lo scarto che darà giustizia all’uno o all’atro, o ad un altro percorso ancora -per carità-, starà nella volontà di chi si vorrà rimboccare le maniche o magari vorrà rinunciare ad una parte del proprio piccolo feudo, per costruire un qualcosa di veramente importante.
Come Lenin –il grande Lenin- seppe rinunciare a molti dei propri paradigmi politici, fino a riformulare addirittura gli insegnamenti di Marx, affinché si potesse raggiungere la dittatura proletaria, così la D.R. deve riuscire a smaltire tutte quelle scorie passate che fino a oggi hanno compromesso qualsiasi progetto serio. Al bando quindi ogni prosopopea carismatica, ogni contraddizione culturale e scrupolo politico. Al bando i passatismi e le parodie di imperi ormai caduti o le memorie di titaniche tragedie. Al bando gli scrupoli o gli antidemocraticismi sterili. Al bando l’approssimazione, la miopia e gli slogan balordi. Evviva l’intelligenza, il sacrificio e la gioia. Il mondo ha bisogno di una destra autentica, radicale e vincente. Nuova, ma non moderna. Organizzata, ma non “allineata”. Viva e non “vegeta”.
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