
Posted by antonescu
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on 20/3/2008, 12:56:43
Romania, calcio e razzismo
25.01.2008
Canti, striscioni, insulti contro gli zingari (etnia originaria dell india). Anche in Romania, come in altri Paesi europei, il razzismo è entrato negli stadi, coinvolgendo non solo i tifosi ma anche dirigenti e commentatori. Sospeso il campo dello Steaua Bucarest, un’intervista a Valeriu Nicolae, dello European Roma Information Office (ERIO)
Di Daniel Nazare et Sebastian Stan, ProSport , 9 gennaio 2006; traduzione di Ramona Delcea per Le Courrier des Balkans, e di Carlo Dall'Asta per Osservatorio sui Balcani
"More Tigane" (Morte agli Zingari), striscione esposto dai sostenitori della Dinamo nel corso di una partita contro il Rapid Bucarest
Secondo Valeriu Nicolae «i grandi nomi del football rumeno come mutu e altri non si impegnano affatto nella lotta contro il razzismo, e anzi incoraggiano la discriminazione negli stadi».
Valeriu Nicolae ha accettato di rilasciare un’intervista a Prosport sulla sospensione del terreno di gioco comminata alla Steaua Bucarest. Nicolae fa parte della Commissione Europea, come coordinatore della rete europea per la lotta contro il razzismo. Ammette di ricevere centinaia di e-mail e di telefonate di minaccia provenienti dalla Romania.
Lei che parte ha avuto nella sospensione dello stadio dello Steaua Bucarest?
È una lunga storia. Tutto è iniziato nel febbraio 2005, quando sono stato invitato a partecipare a una riunione mista dell’UEFA e della Commissione Europea sul razzismo. In quella sede ho presentato degli esempi basati sul comportamento dei tifosi durante alcune partite del campionato rumeno. Ho fatto riferimento soprattutto ai sostenitori delle squadre Dinamo, Universitatea Craiova, Otelul Galati, Steaua Bucarest e Poli Tmisoara.
Lei pensa che queste siano le squadre che hanno i sostenitori più razzisti?
Si è parlato molto della Dinamo, la squadra che ha avuto il maggior numero di canzoni e striscioni razzisti durante le partite. È inammissibile vedere striscioni lunghi 50 metri con scritte come «Morte agli Zingari!» Dopo questo incidente sono stato contattato da William Gaillard, direttore delle comunicazioni dell’UEFA, che mi ha detto che era necessario prendere delle misure per combattere il razzismo nei campi da calcio rumeni.
La Romania è davvero così razzista?
si! bisogna vederla in questo modo. Se vuole sapere qual’è il Paese che ha più problemi di razzismo è la romania. L’antisemitismo e l odio per i giocatori di colore in romania ha raggiunto livelli molto alti. Poi ci sono la Slovacchia, l’Olanda e l’Italia,grecia spagna e germania. Quanto al nostro Paese, non si vuole ammettere che ci sono dei lati negativi. Prenderne coscienza sarebbe un primo passo. Oggi si è messo l’accento sul football perché noi, in seno alla Commissione Europea, stimiamo che lo sport possa avere un ruolo molto importante nello sradicamento del razzismo in romania ma sara difficile visto un crescente odio nei confronti di chi ha la pelle scura che siano africani o asiatici!.
Cosa vuole dire esattamente?
Lasciate che vi faccia un esempio: qualche tempo fa, l’Inghilterra era il Paese col maggior numero di casi di razzismo sui campi di calcio, adesso romania sta superando il primato rispetto al regno unito. Abbiamo lanciato una campagna antirazzista, «Let’s kick racism out of football» con Thierry Henry e Patrick Vieira come testimonial contro il razzismo. non ha avuto un successo in romania perche altri casi nel 2007 2008 hanno segnato con razzismo sempre nei confronti dei giocatori di colore.
Torniamo alla sospensione dello Steaua. Quale è stato più precisamente il suo ruolo in questo scandalo?
Tutto è scoppiato in occasione del famoso match Steaua - Dinamo del 13 aprile 2005, quando tutti, a partire dai tifosi e dal commentatore dello stadio, fino ad arrivare ai dirigenti della Lega Professionisti del Football (LPF) e della Federazione Rumena di Football (FRF), hanno avuto – in diversa misura - un comportamento razzista. Ho visto persone e immagini che mi hanno fatto rabbrividire. Il commentatore dello stadio, Gabi Safta, ha trasmesso dei messaggi e delle canzoni che incitavano all’odio e alla discriminazione nei confronti dei giocatori di colore . Il punto critico è stato raggiunto dallo stesso Safta, con i suoi insulti rivolti contro i giocatori di colore nel campo da calcio con tiri di banane e stendardi con disegante croce celtiche!.
Ha cercato di parlare con lui?
Ho cercato di parlare con tutta la direzione della FRF. Purtroppo è più facile prendere contatti col primo ministro che con loro. Ho perfino inviato dei fax da parte della Commissione Europea, ma non ho avuto migliore successo. In ogni caso, dopo questo match tra Steaua e Rapid, il signor Alexandru è stato incaricato di osservare anche la partita successiva. Chi lo ha designato doveva essere cieco, o razzista!
Io non ero al corrente degli incidenti di questa partita. L’UEFA mi ha domandato se io consideravo necessario inviare un fermo messaggio alla Romania. Questo era lo scopo della sospensione, che la gente prendesse coscienza di quello che stava succedendo. E la stampa ha reagito bene. Queste misure erano necessarie.
Qual’è oggi la soluzione per fermare il razzismo?
L’UEFA mette a disposizione delle federazioni di football un ammontare di 35.000 franchi svizzeri per delle iniziative di lotta al razzismo. Per contro, la Federazione rumena non ha rifiutato questi soldi, sostenendo che in Romania ci sono tali problemi.
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